72379_10200254189302468_2109734709_n

3CV, 1Cil…e altro

Share the joy
  •  
  •  
  •  
  •  
  •  
  •  

di Toti Garraffa
a cura di Giusi Affronti

in mostra dal 5 novembre al 7 dicembre 2012 presso neu[nòi] spazio al lavoro

“I miei amici, interessati ai miei assemblaggi più per motivi aneddotici che estetici son convinti che io abbia l’attitudine di riciclare qualsiasi cosa, così selezionati con criteri imperscrutabili, mi portano i reperti più disparati spesso inguardabili … e il loro “facci quello che vuoi” diventa per me un po’ una sfida, molto una condanna.
Così tengo da parte un repertorio di cose che, se non riesco ad impiegarle subito con esiti, a mio giudizio, accettabili, mi seguono allo stato brado nei miei traslochi ostinatamente”.
Toti Garraffa, 2012

Oggi vero e proprio maestro nel panorama dell’arte siciliana contemporanea, celebre per l’interdisciplinarietà dei suoi interessi, sottobraccio i suoi fogli di carta bianca e le sue matite, Toti Garraffa ritorna nella settecentesca dimora di Palazzo Castrofilippo, dove nasce nel 1947. D’improvviso, tutto riaffiora con quella potenza che soltanto le emozioni genuine possiedono: il quartiere della Kalsa e le sue leggende; i volti e i ricordi di famiglia; le bravate giovanili insieme al fratello Aldo, suo compagno di giochi e di vita.
In “3 CV, 1 cil … e altro”, pantagruelico <> della sua esistenza, Toti Garraffa raccoglie un trittico di cavalli roboanti, scala uno a tre; un immaginario Milite Ignoto – di legno, sabbia, ossi di seppia e conchiglie – ispirato, dal punto di vista compositivo, alla lezione di Gigi Martorelli; il ritratto della propria gatta e un branco di animali esotici in fil di ferro; rottami arrugginiti e detriti di un’archeologia del design; poco pongo e parecchi disegni a pennarello; chincaglieria di bambini accumulata pazientemente lungo le sue peregrinazioni metropolitane. Con smania da collezionista e con avidità da zingaro, Toti Garraffa osserva l’universo che lo circonda, ne inventaria i dati, ne registra materiali, forme e colori.
Non dall’oggetto in sè, nella sua compiutezza, è attratto l’artista ma dalla maniera imprevista, spesso incongrua e precaria, con cui i frammenti della realtà si organizzano insieme all’interno di un polveroso bugigattolo, su una bancarella del mercato del bric-à-brac, nelle adiacenze dei cassonetti della spazzatura. In fondo, Toti Garraffa tende a ricompitare gli elementi primi di una nuova grammatica e di una sintassi straniante. I suoi assemblaggi sono come “costruzioni” di un gioco infantile, non hanno niente di stabile e di definitivo: rebus aperti che egli risolve attraverso la causticità e l’evocazione dei loro titoli. Delle parole, infatti, il Nostro si serve spesso per spiegare ed accompagnare il messaggio delle sue “creature”.

Toti Garraffa ama l’oggetto consunto e reietto, miserrimo. La scelta di materiali poveri, riciclati o comunque ricercatamente non preziosi caratterizza le sue opere, che con i divertissement New Dada dissacra la tradizionale concezione di reverenziale purezza estetica, generalmente legata all’opera d’arte. I suoi assemblaggi diventano scenario della teatralità quotidiana, si inspessiscono nella critica dell’affettività, della cosmesi formale, del prelevamento, della rapsodia.
Un talento implacabile, quello di Toti Garraffa, grazie al quale riesce a cogliere ogni genere di sollecitazione del vissuto del mondo. Una strenua capacità di immaginazione, quella di Toti Garraffa, attraverso la quale si compie il migliore dei mondi possibili: Jimmy porcellino inventore, al cospetto di un dio benevolo e molleggiato, assurge al ruolo di vittima sacrificale per la redenzione dei peccati di un’umanità di plastica.
Gli artisti, si sa, hanno sempre qualcosa da raccontare …

 


Share the joy
  •  
  •  
  •  
  •  
  •  
  •  

Lascia un Commento

L'indirizzo email non verrà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

È possibile utilizzare questi tag ed attributi XHTML: <a href="" title=""> <abbr title=""> <acronym title=""> <b> <blockquote cite=""> <cite> <code> <del datetime=""> <em> <i> <q cite=""> <strike> <strong>