Vernissage_14

Il Libro Unico

Share the joy
  •  
  •  
  •  
  •  
  •  
  •  

di Canecapovolto

da un progetto di canepovolto + Zoltan Fazekas

opere di canecapovolto, Zoltan Fazekas, Alessandro Finocchiaro e Salvatore Scalia

a cura di Giusi Affronti

in mostra dal 27 giugno al 14 luglio 2012 presso neu[nòi] spazio al lavoro

 

“Ho visto l’uomo che legge un solo libro.

L’Uomo-Massa arriva in treno.

Il libro in fiamme.

Un bello spettacolo.

Poi i chiodi”.

canecapovolto, Dai morti della scrittura, 2010

 Non libri. Ma ogni negazione implica una presenza. Sono libri negati e insieme trasformati da una capacità di rompere le dighe della regola per formulare il senso a livello percettivo, usando tutti o alcuni dei mezzi che il libro mette a disposizione: suddivisione, pluralità, sequenzialità, colore, forma, materia.

Libri-oggetto, libri d’artista: la ripetizione di un disgraziato volume di piccolo formato, attraverso tecniche e visioni che in varie maniere dialogano con la severità della pagina poetica, innesca un gioco di straordinarie invenzioni, echi e memorie.

Questo libro viene bruciato, affumicato, sbiancato, cucito, pietrificato; le pagine sono dipinte, bucherellate, incollate, consunte dall’umidità della terra, infarcite di fotografie.

Il libro muore e rinasce tra le mani di un’artista. “Dai morti della scrittura alla scrittura dei morti”, non a caso, è il titolo di un cortometraggio di canecapovolto (2010). Tra sequenze incollate senza una logica di continuità, si muove misteriosamente l’unico protagonista – Zoltan Fazekas –, mentre una voce fuori campo – acusmatica e in inglese – annuncia che è intenzione dello Stato plasmare un nuovo Uomo Massa: mediocre, conservatore, facile preda di persuasione (specie se politica o religiosa).

Già nel 1930, nel saggio “La rebellion de las masas”, Ortega y Gasset descrive a tinte forti il figlio della Società di Massa: egli, svuotato della sua propria storia senza un passato nelle viscere, non possiede né qualità né coscienza morale e dedica la sua intera esistenza ad un avido acquisto della Merce.

La minaccia dell’Uomo Massa incombe nella società contemporanea: il piccolo schermo diffonderà disinformazione; i manuali di storia, grammatica e geografia verranno gettati tra le fiamme; lo Stato imporrà la lettura di un solo libro, unico esemplare.

L’ignoranza dilagherà come un morbo contagioso, la creatività leggiadra verrà ingabbiata, le parole scritte – sepolte sotto terra – si dissolveranno facendo ritorno ai loro morti genitori.

Installazione polimediale, Il libro unico: proiezioni, video, link, fotografie, libri-oggetto, dissotterramenti ed emersioni dialogano tra loro in un modello asistematico di scambi reciproci secondo una logica simile alla pratica del collage “forbici e colla”.

Al centro di questa successione di sollecitazioni non-gerarchiche, cerebrali e sensoriali, è lo spettatore. Lo spettatore-lettore, anzi. Egli, sfogliando i libri-scultura e sporcandosene le mani (anche metaforicamente), percepisce la fragranza della carta, la ruvidità delle cancellature, il rilievo dei ritagli. Egli sperimenta processi di percezione sinestesica, straniamento e cortocircuiti del senso. Egli legge e decifra la scrittura-sceneggiatura dei testi districandosi tra le maglie delle traiettorie narrative disegnate da canecapovolto, Zoltan Fazekas, Alessandro Finocchiaro e Salvatore Scalia.

La cerimonia della fruizione si configura come un rito iniziatico. Lo spettatore-lettore, messo in condizione di compiere l’azione politica di un montaggio possibile, passa da Oggetto (passivo) a Soggetto (attivo): il vero e proprio final cut è prodotto dalla sua percezione-comprensione-memoria. Questa strategia costringe a liberarsi dall’apatia che caratterizza, nel contemporaneo globalizzato, il consumo dei messaggi preconfezionati e stereotipati propri della comunicazione massmediatica: è un atto sovversivo.

Così lo spettatore diviene autore: non più l’aristocrazia di un libro d’artista unico ma la libertà di libri plurimi di artisti e spettatori molteplici.

Un dialogo vertiginoso, mai un monologo creativo, quello di canecapovolto.

 


Share the joy
  •  
  •  
  •  
  •  
  •  
  •  

Lascia un Commento

L'indirizzo email non verrà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

È possibile utilizzare questi tag ed attributi XHTML: <a href="" title=""> <abbr title=""> <acronym title=""> <b> <blockquote cite=""> <cite> <code> <del datetime=""> <em> <i> <q cite=""> <strike> <strong>