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Nobilita

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di Francesco Seggio

a cura di Michelangelo Pavia

in mostra dal 11 maggio al 7 giugno 2014 presso neu[nòi] spazio al lavoro

<<Il lavoro non mi piace – non piace a nessuno – ma mi piace quello che c’è nel lavoro: la possibilità di trovare se stessi. La propria realtà – per se stesso, non per gli altri – ciò che nessun altro potrà mai conoscere.>> (Joseph Conrad)

Il lavoro di Francesco Seggio è un viaggio antropologico attraverso il lavoro, non rappresentativo di due singole professioni, ma dell’essere umano che sta dietro queste. L’autore, nella produzione dei suoi ritratti, entra in una dimensione di rapporto “intimo” e “amicale” che gli permette di uscire dal paradosso del “sii spontaneo”, per approdare in una dimensione di posa spontanea in cui il modello possa riconoscersi e sentirsi a proprio agio.

Chianchieri e Pisciara (macellai e pescivendoli) sono i soggetti scelti per questo progetto fotografico: due professioni fortemente rappresentative del mercato palermitano. La carne ed il pesce hanno un ruolo fondamentale nelle tradizioni locali e nell’estetica del territorio, assumono inoltre un ruolo importantissimo anche nell’ estetica del venditore dando un’impronta caratteriale alla persona, alla sua fisicità e al suo modo di rapportarsi con l’esterno.

Le foto di Francesco Seggio sono scattate sui luoghi di lavoro, ciò nonostante non intendono raccontarci il contesto, ma l’influenza che il contesto ha sull’uomo, uomo che diventa protagonista assoluto dell’immagine. La storia di queste vite, rappresentate in un semplice scatto, è il frutto di infinite dinamiche familiari e sociali, dinamiche che legano con un filo invisibile generazioni di uomini ai mestieri tradizionali. E’ interessante inoltre cogliere le profonde differenze di fisicità esistenti tra chianchieri e pisciara, nei primi la forte fisicità e l’espansività del rapporto con il prodotto venduto richiamano caratteristiche tipiche del mondo “carnale”; per i secondi è percepibile invece un carattere più solitario e distaccato, più tipici del rapporto con il mare.

Il contesto, assente nelle foto, recupera la sua presenza attraverso l’ambientazione sonora. Si propone l’ascolto, in sequenza, di quattro episodi sonori: l’atmosfera ridondante del mercato ittico di Palermo, luogo istituzionale del commercio del pesce; i suoni delle botteghe di pesce e di carne di Ballarò e le ‘abbanniate’ raccolte nei mercati storici di Palermo tratte dallo studio di Sergio Bonanzinga. (in S. Bonanzinga – F. Giallombardo “Il cibo per via. Paesaggi alimentari di Sicilia” collana Materiali e ricerche n. 29 del Centro di studi filologici e linguistici siciliani, Palermo 2011)

Il quarto episodio “incornicia” la sequenza con i suoni delle campane di una chiesa di Palermo. Il suono antico e sacrale delle campane sottolinea il senso della ritualità del lavoro che “nobilita”, tra i caratteri dei soggetti delle fotografie, e scandisce la collocazione delle immagini nel tempo dell’esistenza.

Giulio Pirrotta, Michelangelo Pavia

<<L’antropologia studia i tipi e gli aspetti umani, l’antropologia culturale invece, lo studio della natura dei fenomeni culturali nel loro concreto manifestarsi nelle diverse società umane. Si studiano i volti per comprenderne le dinamiche, si studiano anche per comprendere la storia. Nelle facce c’è il racconto di una vita, è anche specchio dell’anima. Nel grande teatro del mondo, siamo attori non sempre protagonisti. La storia la facciamo noi però. Recitiamo il nostro ruolo anche inconsapevolmente . In questo grande palcoscenico, ci vestiamo per recitare la nostra parte. Impiegati, musicisti,preti e tiranni, pupi e pupari, banchieri e politici, marinai, play boy, studenti e bulli… Ci sono anche loro, KIANKIERI E PISCIARA ( macellai e pescivendoli ) attori importanti in una Palermo che ” abbannia “. Il mercato è vuoto senza di loro, ne sono l’anima. Mercanzie colorate esposte a bellavista e il richiamo forte di una presenza che fa scenografia. Palermo è il teatro dei teatri ! Ama ( oppure odia secondo altri punti di vista…) tutti, i suoi cittadini ne caratterizzano l’essenza. Da Parigi, Berlino, Londra, New York, vengono per assistere allo spettacolo della vita di strada che a Palermo è viva. Come può un artista rimanere indifferente davanti a tanta ispirazione ? Io come fotografo ed osservatore (…non “artista” ) rimango affascinato dalle persone che ci vivono.

Mi muovo in città con un mio assistente, un piccolo fondale ed un flash essenziale per fotografare la gente, le loro facce. Amo il ritratto. Non trovo quasi mai ostacoli per riprendere la gente, comunico con poche frasi e senza reticenza. Palermo si mette in posa. È in tutto questo che il tema sui macellai e pescivendoli si inserisce. Mi sforzo di raccontare una tradizione attraverso gli sguardi, quasi sempre orgogliosi, di questi personaggi con caratteristiche ben delineate. Voglio tenermi un archivio di facce per non dimenticare.>>

Francesco Seggio

 

Francesco Seggio

Nasce a Palermo il 09/06/1961 ed è fotografo di prima generazione , i suoi genitori sono di estrazione contadina.
Scopre la fotografia a 24 anni e da quel momento e’ un amore che non si esaurisce.
Nel 1986 espone al D.l.f di Palermo con il tema ” Ricerche cromatiche nel ritratto ”
Nel 1989 presenta la mostra ” Il Mondial Folk ” in occasione del Montepellegrino Festival
Nel 1990 presso il Grand Hotel Des Palmes a Palermo espone la prima mostra sul ” Ritratto di Matrimonio ” che verra’ ripresentata ( sempre con immagini inedite ) dal 1992 al 1999
Nel 1994 presso la fondazione ” Lauro Chiazzese ” della Cassa di Risparmio a Palermo, espone la mostra ” I segni della fede ”
Nel 1995 la mostra ” Le madonie per immagine ” diventa itinerante e presentata a Castelbuono, Polizzi Generosa, Caltavuturo, Geraci Siculo, Ganci e Petralia Soprana.
Nel 1996 in occasione di ” Arte in Piazza ” espone a Palermo ” Ritratti Comuni ”
Nel 2001 in occasione della ” Fiera dello Stretto ” a Messina presenta ” i Misteri Pasquali ”
Nel 2007 a Stoccarda presenta ed espone ” Riti religiosi in Sicilia “, la stessa mostra verra’ esposta nel 2008 al Castello La Grua a Carini.
Nel 2009 a San Cipirello presso il centro Polifunzionale viene esposta la mostra ” San Cipirello, storia paesaggio e tradizione ”
Nel 2012 presso L’Accademia Illuminotecnica a Palermo espone “Sensazioni Dinamiche” immagini sul Tango tra i vicoli di Ballarò .
Nel 2013 espone a Castelbuono ( Sicilia ) ” Fedeli ” in occasione della mostra sulla fotografia contemporanea ” Diffrazioni “§
Ancora nel 2013 con la mostra ” RISPETTO , cento facce contro l’intolleranza ” a Palazzo Steri ( PA ) con il patrocinio internazionale dell’UNHCR .

È stato invitato per dei workshop in tutta Italia come Master Kodak.

Partecipa volentieri agli incontri con fotoamatori negli inviti che si susseguono.

 


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